Il Progetto prevedeva l’interpretazione del concetto di NON LUOGO espresso da Marc Auge’.
La mia interpretazione consisteva in una serie di immagini dal titolo MOVIMENTI EVANESCENTI.
“L’omologazione di luoghi come le stazioni ferroviarie, generano sicurezza nel viaggiatore potendo egli riconoscere nella medesima disposizione degli ambienti il percorso da seguire, confortato dalla segnaletica e dalle indicazioni fornite dai cartelli. Il NON LUOGO come teoria dell’assenza , quindi: io ci sono ma in solitudine, quasi invisibile alla vista degli altri. Non si e’ piu’ persone ma figure evanescenti. Zone di passaggio dove incontrare centinaia di persone, senza relazionarsi con loro, sospinti dalla necessita’ di accelerare le operazioni del quotidiano, come prendere un treno. Quel minimo di identita’ riacquisita alla biglietteria, si perde durante il percorso verso il binario giusto. Infine, come una quinta teatrale, la banchina si apre all vista del viaggiatore. In compagniaa dei propri bagagli, in attesa che il viaggio abbia inizio.”
il progetto
Attraverso il progetto “Distanza assenza”, si e’ cercato di esplorare il concetto di lontananza intesa sia come separazione fisica che come distacco emotivo, cercando di evidenziare la fragilità e la resilienza dei legami interpersonali, sottolineando al contempo la loro straordinaria capacità di resistere e rinnovarsi.
La serie “Le espressioni della danza” rappresenta invece un’esplorazione più intima, dove la luce e il movimento si fondono per creare atmosfere suggestive.