Il Progetto prevedeva l’interpretazione del concetto di NON LUOGO espresso da Marc Auge’.

La mia interpretazione consisteva in una serie di immagini dal titolo MOVIMENTI EVANESCENTI.

“L’omologazione di luoghi come le stazioni ferroviarie, generano sicurezza nel viaggiatore potendo egli riconoscere nella medesima disposizione degli ambienti il percorso da seguire, confortato dalla segnaletica e dalle indicazioni fornite dai cartelli. Il NON LUOGO come teoria dell’assenza , quindi: io ci sono ma in solitudine, quasi invisibile alla vista degli altri. Non si e’ piu’ persone ma figure evanescenti. Zone di passaggio dove incontrare centinaia di persone, senza relazionarsi con loro, sospinti dalla necessita’ di accelerare le operazioni del quotidiano, come prendere un treno. Quel minimo di identita’ riacquisita alla biglietteria, si perde durante il percorso verso il binario giusto. Infine, come una quinta teatrale, la banchina si apre all vista del viaggiatore. In compagnia dei propri bagagli, in attesa che il viaggio abbia inizio.”

Il collettivo fotografico PHOS

Da sinistra: io, Marco Neughebauer, Giancarlo Magazzu’, Franco e Paolo Folgori, Roberto Bettacchi, Salvatore Belli.

Sulla vespa Alma Laratro.

La locandina della mostra fotografica